Parlarsi addosso

Parlarsi addosso è un errore imperdonabile in politica. Parlarsi addosso è una patologia cronica di quelle parti politiche in cui gli intellettuali hanno ruoli preminenti: la sinistra, in primis (assieme al centro liberale). Parlarsi addosso è grave perché significa: non arrivare, non farsi comprendere, non essere aperti agli stimoli, non raccogliere le critiche. Autoreferenzialità e chiusura.

Parlarsi addosso è quello che fa Juan Carlos Monedero, ideologo di 15-M e poi di Podemos, nel suo Corso urgente di politica per gente decente. Il libro è ormai vecchio di 2 anni, e nel frattempo Monedero, coerentemente al suo amore per la “ribellione”, ha abbandonato l’amico Pablo Iglesias, in polemica con la deriva “di casta” del partito. Ma possiamo ugualmente chiederci: è questo Podemos? È questo il movimento? No. Fortunatamente no. Ma a chi vorrebbe parlare Monedero?

Alla gente decente, ovvero alla gente comune: “quella che fa funzionare gli autobus, la metropolitana, le fognature e Disneyland, che apre le bancarelle del mercato, i magazzini, i teatri e i bar, che opera il miracolo per cui quando apriamo il rubinetto esce l’acqua, che permette a un ordine di arrivare in negozio e spiega ai bambini dove scorrono l’Ebro e l’Orinoco. La gente che legge il mondo con gli occhiali dell’uomo della strada […]” (p. 15).

Quella che è distante da questa narrazione elitaria: “P si è buttato dalla finestra. Senza esitazione. Ha percorso la distanza, così relativa, come luce venuta dal corridoio. Lo slancio giusto, una coordinazione perfetta, un passo di danza nel vuoto, delicatezza infranta che si prende gioco del tempo. Dita rapaci afferrano l’angolo di cemento” (p. 15). No, questa non è una “cassetta per gli attrezzi”, è una vetrina. È una mostra, una fiera della vanità.

È una collezione molto variegata di luoghi comuni vuoti e di peccati originali. Nel mondo di Monedero:

  • “Prima della Rivoluzione francese era il popolo a dare gli ordini, e il politico li eseguiva. Ora accade il contrario” (p. 90). Viva il Medioevo.
  • “Elettori e militanti di destra sono più indulgenti verso la corruzione e le bugie dei loro dirigenti e governanti rispetto a quelli di sinistra” (p. 103). La questione (im)morale.
  • Il socialismo del XX secolo è stato “ingenuo”: nello statalismo marxista e nello storicismo leninista, nella linea del partito unico, nella statalizzazione dei mezzi di produzione, nel socialismo in un solo Paese, nella fiducia nel progresso. Non c’è sconfitta ideologica peggiore del ricorso al concetto di ingenuità.
  • “L’imprenditore che schiaccia la concorrenza non si diverte a farlo (a meno che si tratti di un caso patologico). È una questione di sopravvivenza” (p. 177).
  • L’alternativa (di sinistra) alla crescita economica (che è di destra) per il miglioramento delle condizioni generali di vita sono “la redistribuzione del carico fiscale o la spesa pubblica”.
  • Politica ed economia sono due corpi separati, due universi sostituti.

    Ma anche:

  • Il denaro ci nasconde la differenza tra beni di diversa importanza.
  • Solo la produzione e il consumo di prodotti biologici locali permettono di tutelare l’ambiente (cfr. la parabola dello yogurt).
  • La sostenibilità ambientale è un principio particolarmente radicato nelle donne (?).

Con buona pace della quarta di copertina, il professore madrileño fa tutto tranne che rispecchiare le idee di una sinistra moderna. È invece una sinistra antica, astiosa, dogmatica, falsamente popolare, complottista, superficiale. La sinistra romantica. Per cui ciò che è diverso è sempre “fascista”, senza grandi sfumature. Per cui non esistono mai soluzioni concrete, ma solo favole, leggende e poesia. Per cui il progresso è in realtà più pericolo che opportunità, perché la decrescita è felice.

È una sinistra, quella di JCM, che si differenzia dal Movimento 5 Stelle solo per il (non secondario) richiamo esplicito all’ideologia socialista. Ma che ne condivide in pieno l’approccio antropologico e ideale, l’incapacità di rappresentare un’alternativa radicale ma al tempo stesso credibile. Un mondo accomunato dalle attenzioni per la Trilaterale.

I momenti più alti della prosa di Monedero sono senz’altro nelle parole degli altri, i numerosi autori e pensatori citati. Come ricorda l’autore, Harry Emerson Fosdick diceva che la democrazia si basa sulla convinzione che nella gente comune si nascondano possibilità fuori dal comune. La chiave è qui, in questa involontaria ammissione di colpa, di allergia alla democrazia. Il libro rispecchia infatti alla perfezione la contraddizione di fondo di questa sinistra romantica e “gentista”: non fa che venerare e consacrare un universo che in realtà non conosce, non apprezza e con cui non comunica. Un universo che, in tutti i sensi, ignora.


[F.O.]
Featured image: William Henry Pyne, Guy Fawkes (1808)

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