Disuguaglianza. Cosa possiamo fare?

Il 1° gennaio 2017, ormai più di due anni fa, abbiamo salutato Sir Anthony Atkinson, pioniere degli studi economici su disuguaglianza e povertà (vedi anche qui). Prima di lasciarci, nel 2015, Tony Atkinson aveva dato alla luce una sorta di testamento politico: il libro Inequality. What can be done (vedi anche qui e qui). Per molti, un ulteriore passo in avanti nel dibattito sulla disuguaglianza dopo il best-seller del suo epigono Thomas Piketty.

Inequality. What can be done, infatti, non è una semplice rassegna di ciò che sappiamo oggi sulla disuguaglianza nei Paesi ad altro reddito, né l’ennesimo tentativo di spiegare ‘why inequality matters’. Nel libro, il Professor Atkinson enuncia 15 proposte politiche di ampio respiro che possano metter un freno alla crescente disuguaglianza. Cercando di sfuggire al trade-off fra disuguaglianze e crescita economica.

Di seguito le 15 proposte, tradotte in italiano (qui la versione originale in inglese) e integrate con alcuni link utili:

Proposta 1

La direzione del progresso tecnologico dovrebbe essere una preoccupazione esplicita dei policy-maker, incoraggiando l’innovazione in una forma che aumenti l’occupabilità dei lavoratori e che enfatizzi la dimensione umana della fornitura di servizi.

Proposta 2

Le politiche pubbliche dovrebbero mirare a un adeguato equilibrio dei poteri tra le parti sociali e, a tal fine, dovrebbero:

  1. introdurre una dimensione esplicitamente distributiva nella politiche di concorrenza (vedi qui);
  2. assicurare un quadro giuridico che consenta ai sindacati di rappresentare i lavoratori in condizioni di parità;
  3. stabilire, ove non esista, un Consiglio Economico e Sociale che coinvolga le parti sociali e altri organismi non governativi.

Proposta 3

Il governo dovrebbe adottare l’obiettivo esplicito di prevenire e ridurre la disoccupazione e sostenere questa ambizione offrendo un impiego pubblico garantito, al salario minimo (vedi qui).

Proposta 4

Dovrebbe esserci una politica salariale nazionale, composta da due elementi: (1) un salario minimo legale fissato a un livello di sussistenza; (2) un codice di condotta per retribuzioni superiori al minimo, concordato come parte di una ‘conversazione nazionale’ che coinvolge il Consiglio Economico e Sociale.

Proposta 5

Il governo dovrebbe offrire, tramite obbligazioni di risparmio nazionali, un tasso di interesse reale positivo garantito sui risparmi, con una partecipazione massima per persona.

Proposta 6

Dovrebbe esserci una dotazione di capitale (‘eredità minima’) pagata a tutti in età adulta.

Proposta 7

Si dovrebbe creare un’Autorità per gli Investimenti Pubblici che gestisca un fondo sovrano con l’obiettivo di costruire il patrimonio netto dello Stato mediante investimenti in società e proprietà.

Proposta 8

Dovremmo tornare a una struttura fiscale più progressiva per l’imposta sul reddito delle persone fisiche, con aliquote marginali crescenti per classe di reddito, fino ad un tasso massimo del 65%, accompagnato da un ampliamento della base imponibile.

Proposta 9

Il governo dovrebbe introdurre nell’imposta sul reddito personale uno Sconto sul Reddito Guadagnato, limitato alla prima fascia di guadagni.

Proposta 10

Le entrate ereditarie e le donazioni inter vivos dovrebbero essere tassate in base ad una tassa progressiva sulle entrate da capitali lungo il ciclo di vita.

Proposta 11

Dovrebbe esserci una tassa patrimoniale proporzionale, o progressiva, basata su valutazioni di proprietà aggiornate.

Proposta 12

Gli assegni familiari dovrebbero essere pagati per tutti i figli ad un tasso considerevole e dovrebbero essere tassati come reddito.

Proposta 13

Si dovrebbe introdurre a livello nazionale un ‘reddito di partecipazione’, a complemento della protezione sociale esistente, con la prospettiva di un reddito di base per i minori a livello europeo.

Proposta 14 (alternativa a 13)

Si dovrebbe rinnovare il sistema della previdenza sociale, aumentando il livello dei benefici ed estendendo la copertura.

Proposta 15

I paesi ricchi dovrebbero aumentare l’obiettivo per l’assistenza ufficiale allo sviluppo (ODA) all’1% del reddito nazionale lordo.

***

Accanto a queste proposte, poi, Atkinson elenca diverse ‘idee da perseguire’ ulteriormente:

  1. Una revisione approfondita dell’accesso delle famiglie al mercato del credito per prestiti non garantiti dall’alloggio;
  2. Esplorare la possibilità di un trattamento ‘income-tax-based’ (basato sull’imposta sui redditi) per i contributi sulle pensioni private, sulla falsariga degli attuali schemi di risparmio ‘privilegiati’, che anticiperebbe il ​​pagamento dell’imposta;
  3. Esplorare la possibilità di una tassa patrimoniale annuale e i presupposti per una sua efficace introduzione;
  4. Un regime fiscale globale per le persone fisiche, basato sulla ricchezza totale;
  5. Un’aliquota fiscale minima per le corporation.

***

Naturalmente, rimandiamo alla versione integrale del libro per tutti gli approfondimenti sull’impostazione analitica di Atkinson.

Qui, invece, una serie di critiche abbastanza specifiche sulle 15 proposte.


[traduzione di F.O.]
Featured image: Anthony Fredaw, NewStatesman

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