L’età dei diritti

Mentre risalgo lo Stivale proprio verso la città di Bobbio, ne approfitto per rileggere un bellissimo libro che ha segnato la mia tarda adolescenza.

E mi ritornano in mente le parole d’ordine che in questi giorni, come spesso accade, animano le cronache e certe platee. Platee in cui mi riconosco, di frequente.

“L’Europa dei diritti”, la protezione e la riconquista dei “diritti sociali”.

Ma l’adolescenza è finita, forse, e con lei un’era. Oggi cresce sempre più forte la convinzione che l’Età dei Diritti sia alle spalle.

Non perché i cosiddetti diritti sociali siano vecchi, superati o vadano smantellati, come credono le destre e la sinistra socialista. No. Ma perché i diritti (e le libertà!) – ce lo siamo dimenticato (ah! come ci piacciono le tradizioni) – sono un mezzo, non un fine. Uno strumento fondamentale, necessario ma spesso non sufficiente.

I fini sono altri. Per tutti e per ciascuno. Il benessere, lo sviluppo di fatto della persona umana, la felicità.

Un mezzo è potente solo nella misura in cui assicura il suo legame con il fine. E questo legame è mutato.

Chiamiamola come ci pare, quest’era. Se dovessi farlo io, oggi, la definirei (con sbalorditive fantasia e creatività) l’Età della Tecnologia e della Politica.

Della Tecnologia – nell’accezione greca(1) e in quella teorico-economica(2) – perché oggi più che mai la battaglia si gioca sul campo del sapere, del saper fare e soprattutto del saper raggiungere gli obiettivi sociali di cui sopra.

[È bene sottolineare: lo dico da “profano”. Non sono un tech-enthusiast né un “maker”]

Della Politica perché è e sarà sempre più importante saper decidere, partecipare tutti alla determinazione degli obiettivi di cui sopra e alla costruzione delle tecnologie collegate.

Molte lotte ancora in corso per i diritti sociali (non tutte) sono sacrosante. Ma se i diritti continueranno a rappresentare l’unico orizzonte di riferimento, saranno guai grossi. La gloriosa Età dei Diritti – di cui siamo figli riconoscenti e memori – si è conclusa. Dobbiamo muovere un passo avanti. Più passi in avanti.

Prima ce ne rendiamo conto, meglio sarà. Per tutti.


[F.O.]


(1) La téchne (τέχνη), ovvero il metodo razionale (complementare al fine, il τέλος) coinvolto nella produzione di un oggetto o nella realizzazione di un obiettivo;

(2) L’applicazione di informazione per il disegno, la produzione e l’utilizzo di beni e servizi, e per l’organizzazione di attività umane.

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