Buio – pt. 1

Il Mare ha una sua intelligenza. Ragiona, pianifica, sperimenta. Fin troppo evidente da come inghiotte e poi sputa via determinati oggetti, persone, storie, da come dialoga con chi accetta di guardarlo negli occhi.
Tra gli Esseri senza vita, che per questo noi crediamo senz’anima, il Mare è forse quello che ha più da dire. Non lo nasconde, dopotutto, tra urla e rimbrotti.

Egli, soprattutto, ha tra gli Esseri un nemico giurato: la nostra stella, il Sole. Molto curioso per noi. Insieme in ogni cartolina eppure costantemente in guerra tra loro. Si odiano, dal profondo, come qualsiasi coppia che sia costretta da altri a stare insieme, a sorridere e abbracciarsi nelle foto.

È del Sole, prima di tutto, la colpa. Vuole distruggere l’altro, prosciugarlo, annientarlo. Sa benissimo che tra qualche migliaio di anni sarà destinato comunque a vincerla questa battaglia, ma non si placa. Cos’è una manciata di millenni per una stella? Eppure niente, impossibile. L’ossessiona la sfida che gli lanciano i cicli, ogni volta.

Due fratelli litigiosi, pestiferi. Il Sole è il maggiore, che prova gusto nella tortura indefessa; il Mare, minore, minuscolo a confronto, deve scappare, cerca tregue, piccole vendette. Si rifocilla quando si sciolgono i ghiacciai, ad esempio. Quello stesso calore che lo fa evaporare, lo scinde, lo separa, invece lo alimenta, lo accresce. E poi la notte, finalmente. Ci si fa grossi, si corteggia la Luna. Com’è bella, Lei, gentile. Se l’astro sapesse quanto il suo nemico si bea del riflesso di latte della sua luce bionda, sarebbe perfino disposto a smettere di brillare, per un po’. Buon per noi.

Intanto da lui, purtroppo, non si scappa. Il Mare può riposarsi solo a pezzi, mai tutto insieme. Lo tormenta. Quando a ovest è notte, a est si prosciuga. Quando a nord si nasconde con le nuvole, a sud è costretto a scoprire il fianco, e quegli insopportabili raggi gialli lo accecano. Niente da fare.

O, almeno, così pare. Perché il Mare ha una sua intelligenza, capisce. Riflette. Dopo secoli di corse a destra e a manca, ha trovato un rimedio. Il punto debole del Sole, forse l’unico, è la distanza. Può spostarsi, certo (in apparenza, si sa), ma non si avvicina mai troppo. Ancora. Di certo non può toccare, non può scavare. Non può mica immergersi. Non è come noi umani, altri demoniaci rivali, che ficchiamo il naso senza ritegno nella sua intimità, in prima persona o con le nostre diavolerie.

E allora ecco la soluzione. Una parte dovrà comunque sacrificarsi, è certo, ma esiste pace. Esiste l’eterno inaccessibile, esiste un rifugio dove incontrare il compagno Buio, e non lasciarlo mai. Come due amanti, giovani ed ebri, che il desiderio e la ricerca disperata guidano verso un nido segreto. E nasce l’abisso, amore profondo. L’inesplorato, senza vita, dove alcuna radiazione può penetrare. Lì in fondo, soli, i due Esseri si uniscono. Il Mare è Buio e il Buio è il Mare, sono una cosa sola.

E proprio lì, dove regna il silenzio, arrivo io, piccolo uomo. Il mio corpo che cade, lento, svela per un attimo la scena, interrompe lo sposalizio. Prima che io diventi, inerme, figlio di entrambi.


[F.O.]

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